La magia di Key West

Key West è una di quelle mete a cui si pensa quando si ha voglia di staccare dal ritmo frenetico della quotidianità e godersi qualche giorno di meritato riposo. Key west è natura, spensieratezza, ma anche storia, vivacità con la sua atmosfera caraibica, eleganza nelle sue case in stile coloniale.

Per questo durante il mio anno in Florida un weekend in quest’isola era assolutamente in cima alla lista delle mete da visitare. E così, una mattina di fine novembre io e altre tre amiche, cariche dei nostri zaini e provviste per il viaggio, ci siamo messe in macchina direzione Key West. Partendo da Orlando il tragitto non è certo breve: ci vogliono quattro ore e mezza solo per raggiungere Key Largo, la prima delle isole Keys. Non appena lascerete la terraferma però inizierete già a respirare un’aria diversa, vi sembrerà di immergervi in un’atmosfera rilassata, pura. Percorrere il Seven Mile Bridge, il ponte che attraversa tutte le isole Keys, è un’esperienza unica che di certo non dimenticherete. La sensazione è quella di ritrovarsi sospesi nel tempo e nello spazio, lontani dal brusio delle città alle nostre spalle, ma non ancora in grado di scorgere la nostra destinazione. Attorno a noi solo il mare e il cielo sopra le nostre teste, che confondono i loro colori per creare una grande tavolozza blu. Personalmente avrei voluto fermarmi in ognuna delle isole, da Key Largo a Islamorada fino alle più piccole. Ognuna di esse sembra avere una sua personalità e qualcosa da offrire a chi decide di sostarvi, anche solo per qualche giorno. Noi abbiamo deciso di trascorrere la prima notte a Marathon, circa a metà strada tra le isole Keys. Ad accoglierci un grazioso bungalow, immerso nel verde, dove una targa in legno appesa sopra l’ingresso recitava “Another day in paradise”: niente di più vero. La mattina successiva, dopo colazione, ci siamo messe nuovamente in viaggio per raggiungere finalmente la nostra meta. Key West ci ha accolto col sole e una piacevole temperatura.

key west

Ci siamo dirette verso la prima tappa della giornata, Fort Zachary Taylor. La costruzione del forte iniziò nel 1845 come parte di un piano per difendere la costa sudorientale degli Stati Uniti. Ad oggi è un parco statale e un National Historic Landmark, e merita quindi una visita. Una volta visitato il forte abbiamo raggiunto la spiaggia, dove il color turchese dell’acqua ci ha lasciate abbagliate e abbiamo pranzato in un piccolo bar affacciato sul mare. Qui si ha l’impressione che la vita sia scandita da ritmi diversi, quasi di un altro tempo; osservando la semplicità nei gesti quotidiani dei pescatori non si può che restare incantati e desiderosi di non andarsene più.

key west beach

Non è un caso comunque che Key West sia una destinazione così popolare, nonché meta di attracco per molte navi da crociera. È possibile praticare snorkeling e fare immersioni per godere della vista della magnifica barriera corallina, visitare luoghi di interesse storico, stendersi al sole o sotto l’ombra di una palma, passeggiare lungo le vie del centro storico e osservare le vetrine dei negozi, o perdersi nelle stradine secondarie ad ammirare le più belle case coloniali.

Uno dei luoghi sicuramente più visitati di Key West è la casa di Ernest Hemingway. Qui lo scrittore visse durante gli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso e scrisse alcuni dei suoi romanzi più famosi, tra cui Fiesta e Addio alle armi. La casa presenta un portico su tutti i lati ed è circondata da un giardino tropicale. Ma la vera particolarità è data da alcuni suoi abitanti. Uno dei motivi di interesse della visita è infatti la colonia felina, composta da circa cinquanta gatti, molti dei quali presentano una curiosa mutazione genetica che li porta ad avere sei dita per zampa. Essi sono tutti diretti discendenti dei gatti posseduti da Hemingway, primo dei quali fu Snow White, che gli venne regalato dal capitano di una nave. Altro posto legato allo scrittore è il Sloppy Joe’s, che si dice fosse uno dei suoi bar preferiti.

key west ernest hemingway homekey west sloppy joe's bar

Un altro dei motivi per cui Key West è famosa sono decisamente i suoi tramonti. E il luogo per eccellenza dove ammirarli è Mallory Square. Prima di dirigerci qui però siamo andate in un’altra tappa obbligatoria per chiunque visiti l’isola: il Southernmost Point, dove una grande boa colorata segna il punto più a sud degli Stati Uniti, a sole 90 miglia da Cuba.

key west southernmost point

Speranzose di assistere ad un vero spettacolo della natura, col sole che incontra il mare in un tripudio di colori accesi, dal rosso al giallo per sfumare nell’arancione, ci siamo riversate, assieme a tante altre persone in trepidante attesa, su Mallory Square, la piazza principale affacciata sul mare. La fortuna, decidendo che noi quel giorno non meritavamo un tale panorama, ha deciso di rendere il cielo nuvoloso, privandoci così del suo meraviglioso tramonto. Non lasciandoci abbattere da questo abbiamo deciso di cenare in uno dei tanti localini in centro, su di una terrazza affacciata sulla via principale. Cena rigorosamente a base di pesce: calamari, gamberetti, ostriche e pescato del giorno, accompagnati da deliziosi cocktail fruttati. Al calare del sole la città si anima, acquista un’altra vitalità e dà inizio ad una sfrenata vita notturna, a ritmo di balli locali e numerosi liquori.

Quando arriva l’ora di lasciare Key West si prova come una stretta al cuore, ma si può stare sicuri che la magia della città ci accompagnerà lungo il nostro viaggio di ritorno e ci spingerà, prima o poi, a ritornare in questa terra al confine del mare.

 

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