horseshoe

Diario di viaggio: USA on the road

Un on the road negli Stati Uniti è uno di quei viaggi che si sogna da talmente tanto tempo da vederlo quasi come un qualcosa di irrealizzabile.

E invece, quasi all’improvviso, è arrivato. Fino a pochi giorni prima mi trovavo a casa in Italia e poi, come in un battito di ciglia, eccola davanti a noi: la strada.

road

“Nothing behind me, everything ahead of me, as is ever so on the road.” Jack Kerouac

E non una qualsiasi, ma la strada per eccellenza, la mother road americana. Percorrere un tratto di Route 66 è stato come pregustare quel viaggio dei sogni che da Chicago porta fino alla California, a Santa Monica.

gas station
dinosaur

Stavolta eravamo in Arizona, il sole non troppo caldo dei mesi invernali, l’asfalto che si srotolava dritto davanti a noi. Tra diner con un’atmosfera d’altri tempi ed eccentriche stazioni di servizio, siamo arrivati alle porte di quella che forse è la meraviglia più grande della natura in Nord America.

route 66 diner

L’ora del tramonto e il cielo coperto di nubi hanno creato un’atmosfera surreale sopra il Grand Canyon. Gli sprazzi di neve non ancora sciolta hanno contribuito a rendere il tutto ancora più suggestivo.

grand canyon south
south rim grand canyon
grand canyon snow
overlook

E mentre mi affacciavo su questo spazio sconfinato che si perde alla vista, i pensieri si affievolivano e la mente diventava leggera, libera di godersi solo quell’istante di infinita grandezza.

grand canyon south rim
south rim

Dopo la cena in una steakhouse e una notte di ristoro a Tusayan siamo ripartiti, non senza prima concederci un ultimo saluto al Grand Canyon. L’ora mattiniera e l’assenza di turisti ci hanno permesso di assaporare gli ultimi istanti da soli alla Desert View, solo noi e l’immensità del canyon.

grand canyon plaza
tusayan pool
desert view

La direzione era adesso la Monument Valley, uno dei punti più iconici dell’Ovest americano.

monument valley

Siamo stati accolti dalla pioggia che ci ha accompagnato per gran parte della visita, togliendoci forse parte del piacere, ma non della bellezza. Qui si respira l’aria Navajo e basta chiudere gli occhi un attimo per immaginare di essere nel Far West.

born in the usa
monument valley view
monument valley desert

Quando ci siamo rimessi in marcia avevamo un obiettivo: raggiungere Page prima del tramonto.

nubi

Volevamo arrivare in tempo in quello che, ancor prima di vederlo, sentivo già essere il mio posto preferito nel mondo.

horseshoe bend

Dopo una breve camminata si arriva sul bordo di uno spettacolo che solo la natura potrebbe creare. Horseshoe Bend è una grande insenatura scavata nella roccia dal fiume Colorado, che ha preso la forma di un ferro di cavallo.

horseshoe bend sunset
horseshoe bend
horseshoe grass

Se il tempo durante il nostro viaggio non è stato esattamente quello che uno si augura, l’aver assistito al calar del sole in questo luogo a strapiombo sulle acque color smeraldo del Colorado mi ha ripagato di ogni nuvola o goccia di pioggia.

sunset at horseshoe bend

La sera l’influenza del vicino Messico ci ha permesso di degustare una cena deliziosa a base di nachos, enchiladas e burrito. Per poi passare la notte in un motel e svegliarci nuovamente all’alba.

Ad attenderci una delle mete più amate e visitate: l’Antelope Canyon. Questo slot canyon si trova in terra Navajo ed è visitabile solo accompagnati da una guida. All’ingresso si ha la sensazione di lasciare il mondo conosciuto e di inoltrarsi in un’altra dimensione. I giochi di luci e ombre, gli echi, le curve sinuose della roccia, tutto fa pensare di essere immersi in un miracolo naturale senza precedenti.

antelope canyon
antelope

A Page però le meraviglie non sono finite. Una barca ci ha portato alla scoperta del Lake Powell, un lago artificiale creato sul fiume Colorado con la costruzione della diga di Glen Canyon. Le parole non sono sufficienti per descrivere i colori creati dai riflessi nell’acqua delle rocce.

lake powell boat tour
lake powell

Ci siamo rimessi sulla strada con gli occhi ancora pieni di meraviglia per tutto ciò che avevamo visto in pochi giorni di viaggio. Un viaggio tanto atteso e desiderato, che si stava avviando ora verso la sua conclusione.

Una delle cose che mi ha più sorpreso durante il nostro on the road, osservando il paesaggio scorrere fuori dal finestrino, è stata la diversità dell’ambiente attorno a noi. Pur trovandoci sempre nel deserto i colori cambiavano in continuazione. Dal giallo della sabbia finissima, all’arida terra rossa, per trovare perfino la neve.

neve on the road

Dall’Arizona allo Utah e poi in un attimo eccoci lì, il buio della sera attorno a noi, la musica che esce dalla radio, la macchina che procede lenta.

Davanti a noi le luci scintillanti di Las Vegas.

las vegas

Oltre la strada luccicante c’era l’oscurità, e al di là dell’oscurità l’Ovest. Dovevo andare.” Jack Kerouac

arizona

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