A Bali, l’isola degli Dei, sospesi tra terra e cielo

Bali, l’isola degli Dei. Solo chi la visita può comprendere perché venga chiamata così. Lo ammetto, non sono mai stata particolarmente affascinata dall’Asia. Eppure, trovandomi in Australia, ho deciso di andare a scoprire perché quest’isola venga considerata da tutti il gioiello più prezioso dell’Indonesia.

badung bali

Vulcani attivi, laghi, risaie, enormi risorse naturali; grandi diversità storiche, artistiche e culturali. Bali è un luogo di straordinaria e incontaminata bellezza che mantiene la sua autenticità e il suo fascino, nonostante il costante aumento del turismo. Questo è concentrato soprattutto nelle aree costiere meridionali. Seminyak è la parte più moderna e lussuosa, Kuta invece è la meta più ambita dai surfisti. Ed è proprio qui che ho soggiornato io.

La prima cosa che ricordo di Bali, appena atterrata in una sera di fine ottobre, è il caldo soffocante. Avrei dovuto incontrarmi in aeroporto con un amico italiano che veniva dal Giappone, ma a causa del ritardo del mio volo avevamo deciso di darci appuntamento direttamente in hotel.

Così, una volta uscita dalle porte scorrevoli con la mia valigia rosa, mi sono diretta al banco dei taxi ufficiali Blue Bird, dove si paga in anticipo a seconda della tratta da percorrere e dopodiché si viene assegnati ad un’autista.

Salita in macchina, guardavo scorrere il paesaggio fuori dal finestrino, gustandomi i miei primi momenti in quello che per me era un nuovo continente, l’Asia.

bali at night

Fin da subito, una delle cose che mi hanno colpito sono stati i motorini che sfrecciavano incontrollati, i rumori, i suoni e i colori. Originariamente Kuta era un villaggio di pescatori. Negli ultimi anni ha però conosciuto un grande sviluppo economico proprio grazie al turismo. Oggi è il centro della vita notturna di Bali con ristoranti, negozi e night club. L’indonesiano e il balinese sono le lingue ufficiali, ma anche l’inglese viene parlato perfettamente, soprattutto nelle zone turistiche.

bali

Il resort che abbiamo scelto noi era molto carino e caratteristico, con un piccolo ristorante affacciato sulla piscina centrale, illuminata da lanterne che sembravano sospese nel cielo.

Dopo una notte di riposo, è iniziata la prima giornata di esplorazione. La mattina l’abbiamo dedicata alla spiaggia e alla zona di Kuta in cui ci trovavamo.

Una delle prime cose che ho notato è il fatto che davanti ad ogni casa e negozio vi fosse un piccolo cestino di fiori. Ho scoperto che si trattava di un dono offerto agli dei per proteggere la casa. L’isola di Bali infatti, al contrario del resto del paese, è induista. Questi cestini vengono preparati con cura ogni mattina. Se vi recate ad uno dei tanti templi nascosti tra le stradine, incontrerete intere famiglie vestite con abiti tradizionali intente nei loro rituali e celebrazioni.

flowers

La zona di Badung ci ha accolto nel pomeriggio per la visita al nostro primo tempio hindu. È stato da subito interessante confrontarsi con una cultura diversa e di cui conoscevo poco.

L’afa quel giorno era davvero insopportabile, quindi, prima di dirigerci verso la nostra seconda tappa, ci siamo fermati per una merenda in un posto gestito da locali. Una piccola oasi immersa nel verde, tra fiori, alberi ed anche uno stagno. Qui ci hanno accolto subito in modo caloroso, offrendoci cibo e qualcosa per rinfrescarci.

oasi

I balinesi hanno una vita molto semplice, in cui si cucina una sola volta al giorno e non c’è differenza tra un pasto all’altro. La loro cucina è composto prevalentemente da riso, verdure e frutta tropicale, di cui vi resterà un dolce ricordo e sapore, al contrario di quello piccante dei tè speziati.

Dopo esserci rifocillati, siamo arrivati a uno dei posti must-see di Bali: la Monkey Forest.

monkey statue

Devo dire onestamente di essere rimasta un po’ delusa, perché speravo di potermi addentrare maggiormente all’interno della foresta. Se il vostro intento però è quello di scattare qualche foto assieme alle scimmie che vi abitano sarete sicuramente accontentati. Anche se ovviamente vi verrà ripetuto più volte di prestare attenzione, in quanto queste simpatiche scimmiette si dilettano nel rubare qualsiasi cosa capiti loro a tiro.

Un’altra delle esperienze imperdibili quando si visita l’isola è la degustazione di tè e caffè locali. Come molti sapranno qui si produce il caffè più caro al mondo: il Kopi Luwak.

kopi luwak

 

Il luwak è uno zibetto la cui dieta, oltre che da insetti e piccoli rettili, è composta da bacche di caffè. Non riuscendo a digerirle completamente però, le espelle. Solo la scorza esterna sarà intaccata dagli enzimi dell’animale e il risultato è che il caffè prodotto non avrà quel classico gusto amarognolo, ma bensì un sentore di cioccolato. Piuttosto difficile da immaginare una volta venuti a conoscenza del procedimento. Non bevendo caffè nella vita normale la mia opinione in merito non vale molto, ma se vi trovate sull’isola vi consiglio almeno un giro in una di queste piantagioni. Al vostro ritorno dal viaggio avrete sicuramente un aneddoto in più da raccontare agli amici.

La prima giornata si è conclusa in uno dei posti più belli dell’isola a mio parere: il Tanah Lot. Questo tempio è dedicato a Baruna, divinità marina, e si eleva su un promontorio roccioso a picco sul mare. A collegarlo all’isola c’è solamente una sottile lingua di terra, che viene sommersa durante l’alta marea. Il cielo nuvoloso non ci ha permesso forse di assistere ad un tramonto dai colori mozzafiato, ma ha reso di certo l’atmosfera molto suggestiva.

tanah lot

Il secondo giorno è stato quello più impegnativo. Abbiamo intrapreso un tour che tra mercati, terme immerse nella giunga e templi, ci ha infine portato nel cuore dell’isola: Ubud.

terrazze di riso

Le risaie verdi e immense che si stendono all’infinito davanti a voi sono una di quelle immagini che resteranno impresse nella mente, come una fotografia scattata con gli occhi.

 

lunch at ubud

Abbiamo pranzato in un ristorante affacciato sulle terrazze di riso e poi siamo scesi per camminarvi in mezzo e ammirarle da un altro punto di vista. Ad oggi sono Patrimonio UNESCO e non è difficile comprenderne il motivo.

Nella capitale culturale di Bali si trova uno stile di vita rurale e semplice, la serenità tipicamente associata a questa popolazione.

Il terzo giorno ci ha visti prendere un traghetto verso Nusa Lembongan, una tranquilla isola di coltivatori di alghe marine a est di Bali. Sulla spiaggia tantissime sono le barche di pescatori. Qui è possibile praticare ogni genere di attività all’aria aperta. L’atmosfera rilassata di quest’isola mi è piaciuta davvero tanto.

coconut water

Ho finalmente fatto il bagno nell’Oceano Indiano, bevuto acqua di cocco, mangiato pesce fresco. Un luogo rigenerante per lo spirito.

dream beach

Sono rimasta incantata da una piscina affacciata sull’oceano, accanto alla spiaggia di Dream Beach. L’azzurro intenso del mare e il vento rendevano lo scenario unico, incredibilmente piacevole per tutti i sensi.

infinity pool

infinity

La sera, a coronazione di una giornata perfetta, abbiamo scelto per la nostra ultima cena a Bali un ristorante semplice, ma da sogno. Costituito da piccoli bungalow disposti attorno ad un laghetto, il tutto illuminato da lanterne. Il ricordo della serata in questo posto resterà uno dei più belli di sempre.

bali restaurant

Di Bali ricorderò le lunghe camminate alla ricerca di un ATM, quando sembrava che fossero tutti collocati dall’altro lato della strada e noi non ci azzardavamo ad attraversarla a causa delle macchine e dei motorini che sfrecciavano impazziti.

Ricorderò le cene in ristoranti meravigliosi, quasi fuori dal tempo, e le passeggiate serali tra i mercatini. Gli acquisti di biscotti e dolcetti tipici, perché un piccolo snack prima di dormire ci sta sempre.

Ma soprattutto ricorderò il suo spirito e i suoi sorrisi. Ciò che rende Bali un paradiso sono proprio le persone. I viaggiatori giungono qui da ogni angolo del mondo e rimangono completamente affascinati non solo dalle bellezze naturali, ma dall’ospitalità della gente.

 

Religione, spiritualità, cultura e natura si fondono insieme, rendendo quest’isola un luogo a metà strada tra terra e cielo.

Bali ha la fama di essere un’isola felice. E al momento di lasciarla vi renderete conto di esserlo stati un po’ anche voi nel poco tempo che vi è stato concesso in questo paradiso.

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